Diabete e esercizio fisico

Convivere col diabete vuol dire prima di tutto essere seguiti in maniera olistica da un team composito di figure professionali che si interfaccino costantemente (medico, diabetologo, nutrizionista,  psicologo, personal trainer). Infatti, la sintomatologia ad esso connessa può essere generata da fattori diversi che richiedono pari monitoraggio e approfondimento.

La pratica dell’esercizio fisico, ad esempio, non è un processo automatico ma richiede motivazione, partecipazione attiva e costanza. Ma in un soggetto diabetico è possibile che questi elementi pur essendo presenti siano “coperti”dalla paura o dall’ansia. In questo caso essere seguiti da uno psicologo, può rendere più agevole il trattamento implementato dal personal trainer sotto supervisione costante.

Attraverso un percorso di supporto psicologico, il paziente può rendersi consapevole di quale sia il suo stato di accettazione della malattia, se la evita oppure l’amplifica. Non di rado,  la percezione che l’individuo può avere del diabete, lo costringe in una condizione di abbattimento e isolamento sociale e di deprivazione delle normali attività fisiche.

Dietro questa paura si cela spesso il ricordo di un evento traumatico vissuto personalmente, come un ricovero per ipoglicemia, oppure la perdita di una persona cara affetta dalla stessa patologia. L’ansia legata alla  penosa attesa che possa verificarsi uno scompenso glicemico, può diventare un impedimento ad una partita di calcio, ad una corsa in bici, ad una passeggiata in montagna con amici.

Lo sport non è solo uno strumento efficace per raggiungere uno stile di vita sano, per migliorare la qualità della propria vita ma diventa anche l’occasione piacevole di condivisione e socializzazione.

Il proprio mondo interiore va esplorato, esattamente come un percorso ad ostacoli in bici, bisogna andare  alla ricerca di quelle emozioni alle quali si attribuisce una tonalità negativa ed essendo supportati adeguatamente, bisogna cambiare la rotta del proprio percorso. Il cambiamento di tendenza che ne può scaturire,  non mira,  certo a guarire dal diabete,  ma a farsene sconfiggere il più tardi possibile.

Infatti una delle sconfitte più clamorose che il diabete può infliggere è quella di relegare chi ne è affetto in uno stato di deprivazione, evitamento delle attività considerate pericolose ( esercizio fisico), di isolamento sociale.

Una persona diabetica ha il diritto e merita una vita di qualità, che con i dovuti accorgimenti può essere un’esistenza  che aggiunge vita,  che costruisce,  che progetta,  al pari di una persona non affetta da diabete.

Non farti abbattere dal diabete, mettilo nell’angolo ma non farti mettere all’angolo.

Seguendo i consigli di un personal trainer preparato in materia è possibile svolgere esercizio fisico con costanza e determinazione.

Nel 2009 l’Organizzazione Mondiale della Sanità scrive: “Se esistesse un farmaco in grado di dare gli stessi effetti benefici dell’esercizio fisico sarebbe la medicina più prescritta al mondo”. Oggi quel farmaco è a nostra disposizione, si chiama Medical Exercise, costa meno di tutti e i suoi benefici sono inimmaginabili. Nella persona diabetica: aumenta la resistenza all’insulina, previene le patologie cardiovascolari, riduce i livelli di trigliceridi VLDL, aumenta il colesterolo buono (HDL) e riduce quello cattivo (LDL), favorisce la perdita di peso, regola i livelli di pressione arteriosa, stabilizza i valori dell’emoglobina glicata, migliora l’autostima e l’efficienza fisica generale. Serve solo mezz’ora di impegno quotidiano per vivere 23 ore e mezza di benessere al giorno.

L’articolo è presente anche su Diabete.com

Dario Rago – Medical exercise trainer
Simona Novi – Psicologa

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