L’esercizio fisico è un medicinale: va prescritto

“Gentile Sig. Dario Rago,
a nome de (omissis), desideriamo invitarLa come relatore al 32° Congresso Nazionale Snami 2013, che avrà luogo a Salerno presso il Grand Hotel Salerno il 4-5 ottobre 2013″.

Questo è l’inizio di una mail che ho ricevuto a luglio, al ritorno da un piacevole periodo di vacanze. Fui pervaso da una bella sensazione: ancora una volta la medicina riconosceva le proprietà mediche dell’esercizio fisico (sta accadendo sempre più spesso) e per me rappresentava un’altra occasione di portare ad una platea di medici la mia esperienza di operatore di esercizio fisico medicale e i parametri per poterlo prescrivere.

L’ho fatto con la presentazione: “Esercizio fisico: il miglior alleato di medico e paziente” che allego di seguito e che andrò a descrivere immediatamente dopo.

 
La nostra è la prima generazione nella storia dell’umanità in cui gran parte delle persone è costretta a dover scegliere di praticare attività fisica con l’obiettivo di rimanere in salute, ad osservare il nostro modo di vivere ci si rende conto immediatamente che il movimento fisico non è più necessario. È cambiato il modo di lavorare, di procurarsi il cibo, di giocare. È cambiata l’architettura delle città; invase da nastri trasportatori, elevatori e scale mobili riducono al minimo sindacale lo sforzo necessario agli spostamenti. Una conquista culturale e sociale determinante per le persone disabili ma limitante per chi invece dovrebbe muoversi per preservare il proprio benessere psicofisico.
 
La sedentarietà cresce in maniera esponenziale alimentando tutte le patologie croniche ad essa correlate, e non è solo la qualità della vita delle persone a pagarne il duro prezzo ma anche le loro tasche. In Italia, il triste primato di Paese più pigro d’Europa (17° nella classifica mondiale) fa avvicinare pericolosamente il default sanitario a cui si sta andando incontro: spendiamo circa 67 miliardi di euro l’anno – il 60% dell’intero costo della spesa sanitaria nazionale – nella cura delle malattie strettamente correlate all’inattività fisica (patologie cardiovascolari, metaboliche e disturbi psichici). Un carico già oggi insostenibile.
 
Una tale emergenza richiede che tutti i professionisti impegnati nel garantire salute e benessere, facciano fronte comune nel diffondere le pratiche più efficaci e a basso costo per arginare gli effetti di quella che, da qui a qualche anno, potrebbe esplodere in una vera e propria pandemia. L’esercizio fisico, tra tutte, è la migliore; ad affermarlo, oltre ad una già esistente, vasta, bibliografia scientifica, è uno studio recentemente pubblicato sul British Medical Journal.
 
Lo studio ha interessato 340.000 pazienti affetti da patologie cardiovascolari, metaboliche, tumorali e psichiche. Una parte è stata trattata con farmaci, l’altra con esercizio fisico medicale. Le conclusioni hanno evidenziato che il risultato è stato lo stesso con entrambe le terapie, con l’unica differenza che per le patologie derivanti da inefficienza cardiovascolare sono risultati più efficaci i farmaci, mentre nel trattamento dell’ictus è l’esercizio fisico ad aver prodotto il miglior risultato.
 
Qualora ce ne fosse ancora bisogno, gli ultimi studi scientifici pubblicati avvalorano sempre di più la tesi che l’esercizio fisico, sapientemente dosato, è il “farmaco” low cost più efficace che esista. Non serve più solo informare la popolazione della sua efficacia, occorre prescriverlo.
 
È stato questo l’invito che ho voluto lanciare ai medici giunti da tutta Italia in occasione del congresso, in tanti hanno apprezzato e condiviso. Non resta che augurarci che la prescrizione dell’esercizio fisico diventi una pratica sempre più diffusa.
 
Dario PP
 

 

 

 

 

 

 

Dario Rago – Personal trainer

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